USURA BANCARIA nuovo caso. Coinvolta CariChieti.

Pubblicato il 8 febbraio 2016 | News

carichieti

CHIETI. Estorsione e usura bancaria, c’è una nuova inchiesta sull’ex Carichieti. La vittima è un personaggio eccellente.

E’ uno dei più famosi ristoratori pescaresi. Nella sua denuncia circostanziata descrive la debacle economica in cui è precipitato e lancia pesanti accuse di come e quando sarebbe stato costretto, dagli ex vertici della Cassa di Risparmio teatina, a contrarre un mutuo definito strumentale oltre che “tombale” di 550mila euro per ripianare esposizioni bancarie pregresse, e a ipotecare un prestigioso immobile stimato un milione e centomila euro.

Ma il re dei ristoratori (che tuteliamo visto il suo stato debitorio) è passato al contrattacco e, attraverso i suoi difensori, Lamberto Di Pentima e Paolo Borrelli, è riuscito a diventare il primo clamoroso caso di ex cliente Carichiesti al quale viene riconosciuto di fatto lo status di vittima dell’usura.

A farlo è stato il pm, Giuseppe Falasca, che sta indagando su decine di denunce contro Carichieti. Ma questa è particolare rispetto alle altre perché crea un precedente. La procura infatti gli ha dato parere favorevole all’accesso ai fondi per le vittime dell’usura bancaria, ed ha sospeso sia la vendita all’asta dell’immobile messo in garanzia sia i pagamenti delle rate di quel mutuo da mezzo milione di euro che ha steso al tappeto il famoso imprenditore. E’ tutto scritto nel documento, che pubblichiamo di seguito in esclusiva, con cui il magistrato esprime il suo sì e lo comunica al prefetto di Chieti, Antonio Corona che sta per completare l’istruttoria, prevista dalla legge 44 del 1999, per le vittime dell’usura.

Ecco l’atto che ha fatto tirare un sospiro di sollievo all’ex cliente Carichieti: «Parere del Pubblico Ministero. Letta la nota trasmessa dal Prefetto di Chieti relativa alla richiesta di… residente in …; rilevato che il procedimento era stato inizialmente iscritto solo per il delitto di falso in bilancio ascritto alla Cassa di Risparmio di Chieti; che in data 2.7.2015 era stata richiesta l’archiviazione del procedimento; che, in seguito all’opposizione della persona offesa, sì è revocata la richiesta di archiviazione e che – in data – 24.10.2015, con la restituzione degli atti da parte del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale si è proceduto all’iscrizione per il delitto di usura ai sensi dell’articolo 644, comma 1 e comma 4, n. 1) e n. 4) codice penale e per il delitto di estorsione ai sensi dell’articolo 629 c.p., osservato che dall’esposizione complessiva dei fatti da parte del denunciante e della documentazione allegata in atti, è possibile ravvisare in astratto una condotta anomala dell’istituto di credito soprattutto in relazione al mutuo di scopo (mutuo fondiario) erogato a… per ripianare l’esposizione bancaria delle società amministrate dalla persona offesa, conseguendo anche la garanzia ipotecaria; esprime parere favorevole per la concessione del mutuo per le vittime dell’usura; sospende il procedimento esecutivo immobiliare pendente dinanzi il Tribunale di Pescara, manda alla segreteria per la comunicazione al prefetto di Chieti».

Fonte: Il Centro

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