USURA. Banca condannata a restituire tutti gli interessi.

Pubblicato il 6 settembre 2016 | News

Con sentenza dello scorso 5 luglio, il Tribunale di Pesaro tribunale di pesaro- chiamato a pronunciarsi sulla legittimità di due rapporti di mutuo fondiario della Banca dell’Adriatico – ha ritenuto entrambi i contratti affetti da “usura originaria” in quanto all’epoca della loro sottoscrizione il saggio di mora, sommato al tasso di ammortamento, eccedeva il “tasso soglia” vigente.

Il magistrato, pur chiarendo – in termini generali – che ai fini della verifica del rispetto della normativa sull’usura il tasso di mora non può essere sommato a quello corrispettivo, ritiene che la prefata sommatoria debba essere fatta laddove il contratto espressamente preveda che gli interessi di mora siano dovuti anche sugli interessi corrispettivi (ovverosia quelli di ammortamento) impagati.

Pertanto, tenuto conto che “dai contratti stipulati emerge chiaramente che il tasso di mora si andava a sommare agli interessi corrispettivi in caso di inadempimento (vedere l’articolo 5 del contratto)”, i due tassi vanno tra di essi sommati, determinando l’usurarietà del contratto.

Peraltro, il giudice ha ulteriormente chiarito che “le argomentazioni della convenuta (la banca, n.d.r.), fatte proprie anche dal CTU, circa la diversa natura degli interessi corrispettivi e di quelli moratori avrebbero un senso se nel contratto non fosse previsto, nel caso di inadempimento, la sommatoria dei due tassi“.
Accertata l’usurarietà del rapporto – vizio discendente dall’incidenza degli interessi di ritardato pagamento sull’onerosità dello stesso – il Tribunale ha ritenuto doversi applicare il precetto disciplinato dall’art.1815 c.c., trasformando il rapporto da oneroso in gratuito.
Secondo il giudice, pertanto, l’usurarietà del tasso di mora coinvolge anche gli interessi corrispettivi che – al pari di quelli moratori – non sono dovuti dal mutuatario. 
Secondo il magistrato, “la disposizione di cui all’art.1815, comma 2, cc è chiara ed ha certamente natura sanzionatoria, per cui va applicata come conseguenza del superamento, per qualsiasi causa o motivo, del tasso di soglia legale, a prescindere dalla liceità del tasso degli interessi corrispettivi promessi”. 

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