EUROFIDI in liquidazione. Preoccupazione tra i clienti garantiti.

Pubblicato il 16 settembre 2016 | News

eurofidiIl consiglio di amministrazione ha votato la messa in liquidazione di EUROFIDI, il principale consorzio di garanzia fidi in Italia, al termine del quale si è riunita l’assemblea dei soci che si è aggiornata per la nomina dei liquidatori.

A quanto si apprende all’esterno il voto sarebbe stato unanime con la sola opposizione della Cassa di risparmio di Savigliano.

Grande preoccupazione tra i clienti di EUROFIDI che in questi anni hanno ricevuto sotto lauto compenso, garanzie da parte di EUROFIDI.

“C’è il timore che le banche chiedano immediati rientri ed integrazioni di garanzie in sostituzione di quelle del consorzio di garanzia” hanno dichiarato alcuni imprenditori.

Il rosso non sarebbe limitato (si fa per dire) ai 50 milioni di euro che aveva fatto scattare l’allarme tra i soci e, non meno rilevante, quello della Vigilanza di Bankitalia che nel febbraio scorso aveva mosso rilievi sulla documentazione necessaria all’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari. All’inizio dell’anno Palazzo Koch aveva chiesto, tra l’altro, a EUROFIDI di fornire “assicurazioni in merito al’effettivo impegno da parte delle diverse banche azioniste a sottoscrivere il capitale nelle misura prospettata al fine di garantire il costante rispetto dei requisiti patrimoniali  la sostenibilità del programma di attività in condizioni di sana e prudente gestione”. Requisiti che non è stato possibile fornire.

Ai 50 milioni ormai confermati come perdite nel 2015, nel buco ne vanno aggiunti altri venti prodotti in passato e una cifra ancor superiore in base alle previsioni di fabbisogno per l’esercizio corrente e quello immediatamente futuro tale da portare il rosso vicino ai 100 milioni. Questo è quanto emergerebbe la report prodotto dall’advisor Kpmg, incaricato di suggerire ai soci possibili soluzioni. Chi, negli ambienti bancari, ha potuto leggere il documento riservato che sarà la base della discussione dell’assemblea di giovedì, non nega come quella della liquidazione sia di fatto la strada obbligata: estremamente difficile, se non impossibile, pensare di fronte a questi numeri a una ricapitalizzazione. L’ipotesi, pur difficoltosa, non era stata scartata ragionando sui 50 milioni. Ora che si parla di quasi il doppio, tutto cambia.

Con una logica espansionistica, EUROFIDI, partendo dal Piemonte oggi da più d’uno indicata tra le cause del tracollo, negli anni e nei decenni il consorzio di garanzia ha allargato il suo raggio d’azione in gran parte del Paese (e persino all’estero) diventando il primo consorzio fidi per giro d’affari e clienti. Questi ultimi non sempre, probabilmente, testati a sufficienza quanto a solvibilità. La crisi economica degli ultimi anni, poi, ci ha messo il carico da undici. Il buco si faceva sempre più profondo e la situazione già nei primi mesi dell’anno appariva critica, anche se solo più tardi si sarebbe palesata quella che oggi appare l’anticamera della consegna dei libri contabili in tribunale.

 

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