DEUTSCHE BANK bacchettata dalla FED: il colosso è “inadeguato” e fa paura

Pubblicato il 24 luglio 2014 | News

La banca tedesca è al top per la detenzione in derivati. Intanto dagli USA si accorgono che il rischio DB non è indiffertente

E’ ben nota la posizione delle banche tedesche nell’utilizzo della leva finanziaria e dei derivati.
Proprio ieri sera il sito ZeroHedge  ci ha regalato un aggiornamento sulla materia, con un grafico più che eloquente e che non necessita di grandi commenti, proprio sulla banca principale della Germania, la Deutsche Bank:

DB Derivs in context_0

Domanda: come mai questa banca (Deutsche Bank se non lo avevate capito), ha un’esposizione su derivati così DEVASTANTE e non è vista come un vero RISCHIO sistemico?

Signori, questa è una polveriera pazzesca! Esposizione pari a 5 volte il PIL dell’Eurozona e praticamente pari al PIL globale. Ed è SOLO una banca!
Inconcepibile.
Ma il bello è che negli USA iniziano a preoccuparsi SERIAMENTE della situazione. E noi in Europa?
Ecco cosa dice il sito America 24 sull’argomento:

Report finanziari scadenti, auditing e supervisione inadeguati, sistemi tecnologici deboli. Sono queste le mancanze di Deutsche Bank negli Stati Uniti secondo la Federal Reserve di New York, che in una lettera datata 11 dicembre scorso ha espresso le sue preoccupazioni al top management della banca tedesca. Il regolatore sostiene che “la dimensione e la portata degli errori suggerisce che l’intera struttura con cui vengono comunicati i dettagli delle attività americane [del gruppo] necessita di un’azione di rimedio amplia”.

Se non avete capito, quindi, la FED of NY denuncia la banca con un’esposizione di derivati così PAZZESCA come istituto di BASSA qualità e carente organizzazione. Si riferisce ovviamente alla DB che cura le attività USA, ma credo che sia l’immagine di tutta una struttura che non funziona (e quindi i nostri dubbi sono tutti confermati).
Avete presente cosa potrebbe succedere se si fa guidare un autobus di due piani pieno di turisti ad un bambino? Ma andiamo avanti…

Ad essere chiamate in causa sono le divisioni di Deutsche Bank in Usa – che comprendono investment banking, asset management e transazioni – con asset complessivi per 600 miliardi di dollari, o oltre un quarto degli asset totali del gruppo.

Questo bisogna sottolinearlo: un quarto degli asset del gruppo, E allora prendete il grafico di prima. Dividetelo in quattro, il risultato che otterrete è sempre superiore al PIL prodotto dall’Eurozona. E questa è la DB USA.

Per gli Usa, Deutsche Bank “non ha fatto progressi” nel risolvere problemi individuati in precedenza e che hanno iniziato a venire a galla sin dal 2002. “La cosa più sconcertante”, scrive nella lettera Daniel Muccia, vicepresidente seniore della Fed di NY e responsabile della supervisione della banca tedesca, “e che sebbene le cause d tali errori non siano state rimosse, questioni di supervisione passate sono state considerate come risolte e archiviate dal top management”.
Così facendo il gruppo è “esposto a rischi operativi significativi”, aggiunge Muccia.

Negligenza? Incapacità? O cosa? Certo è che gli errori NON li hanno voluti risolvere perché a loro faceva comodo così… E fa sorridere la risposta di DB…

La risposta della banca non si è fatta attendere: “Stiamo lavorando diligentemente per rafforzare ulteriormente il nostro sistema e controlli e siamo impegnati ad essere i migliori della classe”, ha detto un portavoce oggi.

Ma certo, stiamo lavorando per voi! Ora che lo hanno detto siamo tutti più sereni. Intanto però la realtà è una sola. DB, come tante altre banche, sono delle mine vaganti che viaggiano in un mercato privo di una regolamentazione univoca proprio sui derivati. Una giungla insomma.

Ora va tutto bene, le tendenze sono rialziste e la volatilità è bassa.
Le banche sanno cosa significherebbe un crash globale a livello sistemico…
Per certi versi questa combutta potrebbe far durare il rally ancora per un po’, ma questo scenario può durare all’infinito? Difficile poterlo credere. Mentre è facilissimo capire che situazione come quelle di Deutsche Bank sono, a lungo andare, eticamente, finanziariamente e sistematicamente ingestibili.

Fonte intermarketandmore.finanza.com di Danilo DT del 23 luglio 2014

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