Derivati, Comune di Prato: il processo a Dexia rivela nuovi scenari

Pubblicato il 23 settembre 2015 | News

obbligazioni-della-bancaIl principale imputato: “Il ragioniere capo del Comune di Prato non voleva vedere il segno meno nei nostri riepiloghi annuali”

PRATO. «Il Comune di Prato, nella persona del ragioniere capo Graziella De Castelli, non voleva vedere il differenziale del contratto sui derivati. Insomma, alla dottoressa De Castelli dava fastidio vedere il segno meno alla fine del riepilogo». Non smette di riservare sorprese il processo per truffa in corso in Tribunale a carico dell’istituto di credito Dexia Crediop sulla questione dei cosiddetti “swap”, gli strumenti derivati coi quali il Comune, dal 2002, ha tentato di spalmare negli anni il debito per ridurre il rischio di un’impennata dei tassi d’interesse. E che si sono trasformati in un bagno di sangue finanziario.

A parlare dell’ex ragioniere capo del Comune, Graziella De Castelli, poi promossa alla Corte dei Conti, è stato il principale imputato, il funzionario Dexia Riccardo Sommavilla, rispondendo alle domande del pubblico ministero Antonio Sangermano. Il ragioniere capo, ha detto in sostanza Sommavilla, ha seguito la procedura per la firma del contratto sui derivati, ma poi ha lasciato fare ai tecnici. Il problema, per i contribuenti, è che anche se in Comune non guardavano al segno meno alla fine dell’anno, i soldi poi dovevano essere versati a Dexia. Perché il contratto fu firmato quando i tassi minacciavano di salire, e poi, soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008, crollarono. Ma siccome il contratto prevedeva che sotto una certa soglia il tasso dei derivati non potesse scendere, il Comune perciò ha pagato più di quanto doveva. Una stima calcola il maggiore esborso in 5-6 milioni, mentre il consigliere comunale Nicola Longo (Prato con Cenni) ha calcolato un maggior esborso di 13 milioni.

L’avvocato parte civile per il Comune (il processo è stato innescato da un esposto della passata giunta di centrodestra) ha contestato a Sommavilla un paio di mail del 2002, una delle quali prospettava 7 scenari positivi per il Comune e uno negativo, l’altra (dello stesso giorno) otto scenari positivi. Sommavilla ha replicato che lui ha seguito solo la parte commerciale della procedura. Gli animi si sono scaldati quando lo stesso avvocato ha voluto sapere se Sommavilla e la ragioniera De Castelli fossero amici (gli ha letto una mail) e l’imputato ha replicato di non aver avuto rapporti personali con la De Castelli: «Coi clienti si crea un rapporto di empatia; con certi Comuni ci diamo del lei, a Prato invece si lavorava bene». Un po’ di tensione anche quando l’avvocato ha letto il testo di un’altra mail interna di Dexia. “A fine mese la nostra amica De Castelli lascia il Comune, vediamo di chiudere alcune operazioni”, questo il testo della mail. Il processo è stato poi aggiornato a una successiva udienza, ma siamo alle battute finali.

Fonte: iltirreno.gelocal.it di Paolo Nencioni del 22.09.2015

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