Caso Cassa di Risparmio Cesena: azioni senza più valore!

Pubblicato il 1 luglio 2016 | News

aumento-di-capitale-cassa-di-risparmio-di-cesenaTutto quello che avreste voluto sapere sulla malagestio della Cassa di Risparmio di Cesena (ma non avete mai osato chiedere)!

Comunicato stampa del costituendo “Comitato Difesa Risparmiatori” della Cassa di Risparmio di Cesena.

Il nuovo CdA della banca ha da poco approvato il bilancio consuntivo del 2015: una perdita d’esercizio pazzesca, di ben 252 milioni di euro. Di fatto i risparmi di una vita in azioni di oltre 13.000 soci privati verranno volatilizzati. Verranno colpiti soprattutto i piccoli risparmiatori. Il nuovo CdA della banca ha chiesto alla prossima assemblea dei soci di avere delega per eseguire un aumento di capitale pari a 280 milioni di euro ad un prezzo compreso tra euro 0,1 ed euro 0,8 per azione. Fino a due anni fa il valore delle azioni era pari a 14 – 16 euro.

Il capitale sociale è azzerato, la banca non vale più nulla e quindi le azioni non valgono nulla. La banca dal punto di vista finanziario è morta, caput.

La ricapitalizzazione dovrebbe essere di 280 milioni di euro per cui, siccome il numero delle azioni è di poco più di 32 milioni, si sarebbe richiesto ad ogni azionista l’importo di euro 8,70 per ogni azione posseduta. Siccome è chiaro che né le Fondazioni che “controllano” (sic!) la banca, né nessun privato avrebbe cacciato una lira anzi un centesimo di euro, si è deciso di evitare l’aumento di capitale ai soci (seppure tali prassi sia assolutamente illegittima e forse illegale, e potrebbe dare adito a ricorsi infiniti se solo pochi soci si mettono di traverso) e si farà un aumento di capitale riservato per evitare il fallimento. Interverrà il Fondo interbancario, che acquisterà tutte le nuove azioni a prezzi stracciati, a centesimi di euro a titolo. 
Poi si faranno tagli drastici (lacrime e sangue per tutti, non escludiamo anche i dipendenti) e una volta che la banca sarà risanata (se ci si riuscirà) si proverà a rivenderla a un grosso nome, probabilmente estero. La Cassa di Risparmio di Cesena così come era stata fondata nel 1840 da Galeazzo Fabbri, Giuseppe Galeffi, Giacomo Maraldi, Giambattista Nori e Melchiorre Romagnoli, non esiste più; è morta ed attende di essere sepolta, probabilmente dalle sue ceneri nascerà qualcosa di altro con la testa chissà dove.

A febbraio 2016 in occasione dell’assemblea dei soci nella Chiesa di S.Agostino avevamo scritto della grave situazione che avrebbe vissuto la banca. Siamo stati insultati e derisi, ci è stato detto che raccontavamo balle. Troppo facile ora affermare “l’avevamo detto”: non ci sentiamo né bravi né fortunati, non abbiamo tirato a indovinare, avevamo letto con un minimo di attenzione i bilanci ufficiali tratti dal sito internet della Cassa di Risparmio di Cesena. Evidentemente i loro bilanci non erano stati letti dalla dirigenza della Cassa di Risparmio di Cesena e quel poco che avevano letto non lo avevano proprio capito. Inoltre avevano alzato una cortina fumogena per confondere le idee ed evitare problemi per loro. Questi signori, oltre che incompetenti ed incapaci, non ce la raccontano giusta… ci rendiamo conto che dopo averle fatte grosse per tanti anni erano un po’ preoccupati. Qualcuno di loro continua a non dormire la notte. Questi signori sono la dirigenza della Banca (degli ultimi 5-7 anni) e delle Fondazioni, principalmente la fondazione Cassa di Risparmio di Cesena quale maggior azionista, la loro responsabilità è indivisibile e inalienabile e a questi aggiungiamo anche la politica locale che è solo un poco meno responsabile. 

Al valore massimo circa tre anni fa le azioni CRC valevano 19,50 euro, che moltiplicate per il loro numero, oltre 32 milioni , fanno circa 600 milioni . Questi 600 milioni non esistono più. La Romagna e in particolare Cesena si sono impoveriti di circa 600 milioni nel giro di pochi anni, per merito di questi amministratori.

Lunedì 20 giugno 2016, ore 20.30, nella sala Quartiere OltreSavio di Cesena in Piazza Anna Magnani, si terrà un incontro promosso da Davide Fabbri e Franco Faberi, del costituendo “Comitato Difesa Risparmiatori” della banca.

Fonte:  forli24ore.it 18 giugno 2016

ORA LO SAI CHE SI PUÓ!

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