Banche: chi difende il risparmiatore?

Pubblicato il 14 dicembre 2015 | News

tasse-300x267Le banche, nell’immaginario collettivo sono i custodi dei risparmi dei cittadini, dei pensionati, dei conservatori e di tutti coloro che nella vita sono riusciti a mettere da parte del frutto del proprio lavoro. Invece non è così e in questi giorni torna il dramma vissuto in Puglia nel 2004 ad opera di una banca locale passata poi ad una banca nazionale senese: Vennero fuori fantastici ” prodotti derivati”. Solerti funzionari e impiagati misero sul mercato dei titoli dal nome musicale di Sinatra ” My Way ” Ben istruiti dai responsabili inventori convinsero clienti e conoscenti a sottoscrivere contratti non molto leggibili che prevedevano l’obbligo di pagamenti mensili per 30 anni, (con un buon riscatto) facendo intendere che l’accordo poteva essere sospeso in qualunque momento col recupero delle somme versate più interessi. Scoppiò la tragedia e lo scandalo. Qualche cliente ottantenne chiese la restituzione del versato e scoprì che doveva vivere sino a 110 anni per il recupero e solo dopo 30 anni, secondo il contratto, poteva riscattare quello che restava del versato.
Un dramma vissuto da centinaia di cittadini. Si mobilitarono le associazioni di categoria e intervenne la magistratura. Ci fu un recupero parziale ma per molti la perdita di risparmi.
Oggi tornano i derivati con le conseguenze ormai scontate. Poi c’è qualche banca che chiude e amaramente qualche risparmiatore si suicida Sino a poco fa le banche locali di credito cooperativo rappresentavano un margine di sicurezza peri i risparmiatori, poi lo Stato ha imposto la loro trasformazione in S.p. A. e la loro sicurezza è quella delle grandi banche: sfuggono al severo controllo – Sono stati fatti sparire miliardi di dollari, ma ben pochi alti responsabili hanno sollecitato indagini criminali.

Banchieri di primissimo piano, legali, esperti finanziari, legislatori e politici di tutte le tendenze hanno perpetrato frodi massicce, ma nessuno di loro pagherà per questi crimini. Pesa ancora il pasticcio mondiale dei derivati, le “banche troppo grandi per fallire” divennero ancora più avide. I venditori di copertura (i venditori di CDS) fecero denaro troppo facilmente Le banche, allora, decisero quindi di garantirsi da sole e crearono gli SPV (Special Purpose Vehicles) che dovevano vendere i CDS destinati a coprire gli attivi per prestiti delle banche. Era un poco come tirare fuori soldi dalla tasca sinistra e rimetterla nella destra. Grossi investitori ci rimisero le penne.

Quella sicurezza che era nell’immaginario collettivo sta svanendo giorno dopo giorno. Il Governo pare voglia salvare alcune banche mentre dovrebbe preoccuparsi soltanto dei risparmiatori. 

Fonte: trcb.ite di Tonino Saponaro del 13.12.2015

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